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Cinema e separazioni

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Il gusto delle cose

Separarsi per ritrovarsi e nutrire l’amore

Benedetto Genovesi e Samantha van Wel

Il gusto delle cose è un film francese del 2023, scritto e diretto da Tran Aah Hung e tratto dall’omonimo romanzo di Marcel Rouff. Intensamente delicato, il film ci trasporta in un’atmosfera elegante e raffinata, ambientata in Francia nel tardo ottocento. Una poesia che recita una meravigliosa e infinita dichiarazione d’amore attraverso la cura e il gusto delle cose, dove nulla viene trascurato né lasciato al caso. Immagini che stimolano la sensorialità dei sapori, odori, suoni, vista, tatto e contatto. E’ un inno a una delle passioni più carnali della vita, quella dell’arte culinaria. Eugenie (Jiuliette Binoche) è una cuoca eccezionale e lavora, da circa vent’anni, al servizio del famoso chef Dodin Bouffant (Benoit Magimel). Tra i due, nel corso degli anni, dal rapporto professionale condito dalla reciproca stima e ammirazione, nasce un legame affettivo e un sentimento d’amore profondo. E’ curioso che i due attori siano stati effettivamente compagni di vita, circa vent’anni prima, e che dalla loro relazione sia nata una figlia. Forse, una complicità reale che va oltre l’immaginario, rende la relazione tra i due protagonisti orchestrata in modo sublime da sguardi e intese. Un’eccezionale combinazione della creatività del grande chef e dell’accuratezza di Eugenie nel cucinare, con grande passione, rispetto e cura ogni piatto che mettono in scena, un passo a due che risulta sempre impeccabile. Purtuttavia, quando l’alleanza e la passione uniscono due persone in un legame d’amore sempre più forte e indissolubile, cresce anche l’angoscia di separazione, la paura di perdere la persona amata. Così come impariamo a separaci nel corso della vita per crescere, così la vita ci propone, nostro malgrado, altre situazioni per prepararci alla separazione più grande e dolorosa che è quella della perdita delle persone amate. Eugenie a lungo resiste alla possibilità di unirsi in matrimonio con il grande chef Dodin, fino a quando le sue condizioni di salute non diventano precarie. Ed è proprio per questa paura di perdere l’amata e per il sentimento d’amore profondo che lo lega a questa donna, che Dodin decide di fare una cosa che non aveva mai fatto prima, ovvero cucinare per lei.   

 

 

L’amore nasce da una danza di unioni e separazioni. L’amore è il frutto di tante separazioni vitali. Senza separazione non c’è vita e senza separazioni non c’è crescita e sviluppo della vita, nella possibilità di contenere i sentimenti e le emozioni che ci consentono di vivere le relazioni d’amore. Nell’evoluzione del film, viene raccontata una storia d’amore che si sviluppa grazie a continui scambi di sguardi e di affetto tra i due protagonisti. Il rapporto diventa reciproco, cucinare l’uno per l’altra, nella cura reciproca e nell’amore reciproco. Entrambi sono uniti reciprocamente dall’amore per il buon cibo, dalla passione per l’arte culinaria e dalla possibilità di gustare insieme la bontà e la bellezza dei cibi cucinati con cura. La condizione di precarietà di salute di Eugenie e i suoi ripetuti svenimenti lasciano intravedere un continuo alone di angoscia per il rischio della perdita di questa preziosa relazione. Questo, paradossalmente, anziché minacciare il rapporto, al contrario lo rende sempre più forte e consente di creare un legame affettivo sempre più profondo. Dodin si mette sempre di più al servizio di Eugenie e si prende cura di lei con amore. L’angoscia della perdita non lede il rapporto, bensì lo rafforza nella possibilità di accettare la caducità della vita e quindi di assaporare e gustare appieno ogni momento vissuto assieme, ogni occasione per preparare con amore, di volta in volta, una pietanza diversa, scoprendo sempre di più il gusto delle cose. La possibilità di cucinare insieme e condividere la gioia di vivere rappresenta una dimensione creativa per gustare assieme la bellezza della vita, per fare crescere e rafforzare il rapporto d’amore. La pulsione di vita che nutre il desiderio prevale sulla pulsione di morte. E’ dal desiderio che noi ci muoviamo verso la vita e l’amore, è un ponte che ci porta verso l’altro e che ci permette un riconoscimento reciproco, dove l’incontro d’amore avviene proprio quando ci incontriamo con ciò che nell’altro è inafferrabile. Come direbbe Merleau-Ponty, tra i due amanti c’è una “carne” comune. Il desiderio li muove l’uno verso l’altra e la passione nutre di gioia e vitalità l’unione dei loro corpi e delle loro anime. Dodin ed Eugenie sono attenti l’uno al benessere dell’altro, nel rispetto reciproco e nell’onorare la bellezza delle piccole cose e dei grandi sentimenti. Si sente la vibrazione dell’essenza dell’amore. La potenza dell’amore ci può offrire la capacità di attraversare ed elaborare il dolore della separazione più grande, di trasformare la fine nell’inizio di qualcos’altro. Quando l’amore è autentico, trascende la corporeità, è un’alleanza profonda tra anime, un’infinita affinità elettiva che vivrà per sempre. I due corpi diventano un’unica “carne”.

Del resto, come dice Melanie Klein, nella vita si cresce e ci si rafforza proprio grazie alla possibilità di elaborare i diversi lutti che si presentano nel corso del nostro vivere. E questo ci dà la possibilità di crescere, amare e sviluppare gratitudine nei confronti della vita. Se impariamo l’arte di assaporare e gustare le cose della vita, possiamo sentire la gratitudine nel cuore e forse scoprire un ingrediente segreto della felicità e della gioia di vivere, che rende la vita preziosa e la farcisce di bontà e bellezza. 

 

Titolo originale: La passion de Dodin Bouffant

Titolo in italiano: Il gusto delle cose

Anno: 2023

Regia: Tran Anh Hung

Fotografia: Jonathan Ricquebourg

Sceneggiatura: Tran Anh Hung

Cast: Jiuliette Binoche, Benoit Magimel, Emmanuel Salinger, Patrick d’Assumcao, Galatea Bellugi.

 

 

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