Cinema e fluidità
Arti visive
Nel maturare di temperamenti come il mio, feriti dalla bellezza fisica maschile, leggiamo la progressiva presa di coscienza di una fatalità: il Narciso testosteronico si innamora di sé, quanto si innamora di sé il Narciso follicolare. Nell’incontro amoroso riproduttivo si pensa alla fusione dei due: non è vero. In quanto i due Narcisi posti tra due specchi diventano una fila da capogiro e infine ciascuno dei due sessi si re-impadronisce del proprio, che non risulta intercambiabile.
Quindi se vedo la parità di genere come un’utopia, non è così per la parità dei diritti di genere, cui dobbiamo tendere per assoluto dovere etico.

Agostino Raff, 2015, STO UN ATTIMO AL CAMPIONATO, acrilico su tavole, cm 80x65

Agostino Raff, 1965, FERITO A MORTE..., biro su carta, cm 60x40
L'artista è un Narciso isolato che avrebbe deciso di non nuocere. Vuole essere solo e arbitro delle sue scelte, estreme, pericolose, autoreferenziali fino all'amore solitario (“Guai ai soli” - “Beata solitudo, sola beatitudo”) o come una sigla personale che divenga stile inconfondibile. L’artista agisce in modo che da questi conflitti emani comunque quell'energia che l'osservatore finale dell'opera recepisce come un piacere quasi ineffabile. Socrate, Platone, Aristotele, Teocrito, Lucrezio, Virgilio, Dante, Michelangelo, Montaigne, Cervantes, Shakespeare, Spinoza, Bach, Blake, Beethoven, Ciaikovskij, Wilde, Sartre, Genet, Pasolini, rigorosamente innamorati di sé, sono universi magnetici che attirano valanghe di altri Narcisi individuali più fragili, quali ammiratori. Questi grandi omosessuali (qualifica mai abbastanza repellente) autentici o incoscienti o traslati, sono stigmatizzati dalla storia per aver - ad esempio - gli occhi viola o verdi o celesti invece che neri come dovrebbero, e non ottengono mai il perdono sociale, in quanto, appunto, mostri solitari non riproducenti e per giunta col privilegio (soggetto a invidia) di umani non facilmente replicabili. Storicamente, si può ammettere che essi ottengano dalla massa - in modo sbrigativo e superficiale - un perdono artistico.

Agostino Raff, 1971, AMICO DI LISIPPO, tecnica mista-olio eacrilico, cm 95x180
Il mio dipingere è vitalistico e racconta una gioia fisica, erettiva, i ragazzi degli anni ’60 guardati con occhi ellenici sulla scorta di Policleto, Prassitele, Alkamenes, e con occhi ellenistici sulla scorta di Lisippo (un suo glorioso imitatore siriano del I° sec. a. C. ha creato l'incomparabile Ercole bronzeo capitolino)

Agostino Raff, Estasi, 2000, acrilico su tela cm 50x67
ERCOLE CAPITOLINO
Ma il dio di Roma è uno solo/ affiorato da strati di ère/ da un Foro Boario/
bronzo insolente turgido/ porti la clava seriale/come un ombrello spiaggiato/
e una beltà fenicia/ da un tuo Lisippo irradi/
sei il dio di Roma che osa/ non c'è alba laziale a sfidare/
la tua luce di gigante segreto/ il tuo peso ardente in posa.
Altri amati profeti: Signorelli, Caravaggio, David, Ingres, Canova, Ciseri, Seurat, Vallotton, Beckmann, la De Leinpicka, Lucian Freud, Hockney, Bacon... e i due inebriati, oggi giustamente ingombranti, Genet e Pasolini, la cui tempra mondiale nessuno disconosce.
Niente abiure da parte del pittore divenuto vecchio: egli non rinnega il giovane prodigio trascorso di sentirsi eterni, così inebriante in giovinezza, karma che vuole sostenere fino all'ultimo. Segnalo che un nuovo apporto a questa testardaggine è l'umorismo. Sì, il vecchio vuol ridere sull'emersione clamorosa dello scheletro dalla nuova, assurda, inconcepibile nudità aliena. Nonagenario, fa ginnastica per un altro io di 70 anni prima, rinnegando lo specchio e così censurandosi contro il trauma letale.
Tornando all'amore di sé schietto e prigioniero, quindi all'omosessualità, avete nozione voi etero, del tributo di sangue, illusioni lacerate, s. o. s inascoltati, pianto cosmico, che i vostri adolescenti figli o figlie difficili covano giorno per giorno nel loro silenzio blindato, nel loro timido atterrito accennare? Se l'arte li accoglierà sarà fortuna; se no, “stridor di denti”.
Ragazzi teneri, sognatori di bellezza maschile che vorreste vostra ma vedete lontana e allora cercate di sedurla con un inopportuno Narciso follicolare, siate invece forti, assumete l’abito del Narciso testosteronico: siate attori, recitate il calciatore, il pesista, il pugile, ricordate che la vita erotica è coreografia e bugia. Travolgenti sembianze iper virili nascondono episodi di passività sperimentale. Tipi delicati serbano violenze catastrofiche. L’artista ha in sé questi ossimori, e con il proprio gesto invita l’altro a conoscere se stesso.
DURI ALLO SPECCHIO
I miei duri del mondo/ nudi più o meno/
varianti e ardui/ a tutto tondo/
non hanno mai finito/ a calci un gatto/
né appeso un cane/ o avvelenato o sparato.

Agostino Raff, 1967, CORSA IN CITTA', olio e collage, cm 110x110
E la censura, sugli eccessi erotici dell'arte figurativa? Nel mio caso debbo ritenermi fortunato. Il coraggio di alcuni galleristi condivise le mie esternazioni, comprendendone il messaggio estetico corroborante e non scandalistico. Erano gli anni '70 del secolo scorso, quelli della 'Nuova figurazione', in quella Roma democristiana sorniona e opportunista, foriera inconscia degli anni di piombo, che gli artisti li lasciava vivere con una certa grazia. Le mie figure virili scanzonate solenni o forse drammatiche (un tardo retaggio fascista che vedeva il corpo come aggressore?) ambivano invece a rassicurare i giovani, a dialogare col loro Narciso ferito, ad invitarli ad un maschilismo estetico ideale, equo e innocente. Una condivisione con Jacques Lacan ("Quattro concetti fondamentali della psicanalisi" - Einaudi 1979): "Vuoi guardare? Ebbene, vedi questo! L'autore dà qualcosa in pasto all'occhio ma invita colui cui il quadro è presentato a deporre lì il suo sguardo, come si depongono le armi. Ecco l'effetto pacificante, apollineo, della pittura. E' dato qualcosa non tanto allo sguardo, quanto all'occhio, qualcosa che comporta abbandono, deposito, dello sguardo".
Agostino Raff, Trento 1933
Pittore, scenografo, musicista, poeta
Dal 2003 conduce a Roma gli incontri estivi
'Poeti a L'ISOLA DEL CINEMA'
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