
Le
immagini sono gentilmente concesse dall'Associazione Foto
Asia e fanno parte della ricerca -esposizione "A SUD
DI CHO LON" Ho Chi Minh City - Vietnam, di Nicolas Pascarel
(foto in alto) e Nam Bui The Trung (foto pagina affianco),
che propone la selezione fotografica con cui i due artisti
raccontano in modo sorprendentemente complementare la città
di Ho Chi Minh (Saigon) e quindi agli occhi di EIDOS la trasformazione
socio-culturale del Vietnam oggi. Mentre il lavoro del francese,
"Le couloir bleu", evocativo e realistico al contempo,
è pura intimità sospesa nel quotidiano metafisico
di un anonimo edificio colto nella sua dimensione monocromatica,

quello
di Nam Bui, uscendo dalla dimensione dello spazio chiuso,
mostra luoghi carichi di storia rievocando, nell'organizzazione
simmetrica delle sue inquadrature, le contraddizioni di una
città caoticamente sospesa tra vecchio e nuovo. I cammini
dei due artisti finiscono per incontrarsi in un luogo senza
tempo dai confini indefiniti: un luogo più mentale
che fisico, nascosto nelle pieghe di una città estraniante.
Le opere fotografiche sono state ospitate dal 16 Febbraio
2006 ali' 11 Marzo 2006 dalla Galleria Santa Cecilia, piazza
S. Cecilia, 16 Roma, curatrice Maria Evangelisti.
in copertina
Si può cambiare tornando, con la memoria ci si
può trasformare d'un cambiamento vero, quello
che arriva sempre da dentro, parte da lontano, dal profondo
ed a profonde ragioni si riconnette, senza facili analogie
ne lineari dinamiche, piuttosto con difformità,
contrasto, inesauribili congiunzioni degli opposti,
irriduci bile complessità e finanche caos, proprio
la più banale e umana caoti cita del vivere.
La copertina è dedicata al film di Pedro Almodovar
Volver - tornare, appunto, storia di donne, violenza,
sentimenti e cambiamento. EIDOS ha scelto "l'intensa
presenza della protagonista - una Penelope Cruz mai
tanto bella, un'immagine ricalcata sul cinema neorealista
ita liano. come dice Almodovar. tra la Loren della Ciociara
e la Magnani di Bellissima citata in pochi attimi folgoranti"
( L. Ravasi)". |
La trasformazione è l'assunzione di un conflitto. Diffìcilmente
ne è la soluzione, di certo costituisce un manifesto
risultato.
Trasformarsi da bambini in adulti, da innocenti in colpevoli,
da felici in infelici e viceversa.
Assumere un aspetto diverso e vivere tante diverse istanze
dentro di sé. Anche la mutazione dei patrimoni genetici
non ha niente della provvida perfezione che auspicheremmo
in "madre natura", ne è solo l'evoluzione.
Ogni film ci mostra una trasformazione, può essere
di quelle ovvie dei passaggi d'età, generazionali,
o di quelle abnormi da uomo in bestia o da uomo in macchina.
La trasformazione di una vita personale tra diverse condizioni
dell'esistenza, cercate, desiderate o inattese, malaugurate.
Ci sono trasformazioni tra la salute e la malattia, la ricchezza
e la privazione, la libertà e la necessità;
trasformazioni del trovarsi da luoghi propri a luoghi altrui,
al limite tra questa terra e un altro mondo, tra noto e ignoto,
passando da un verbo ad un altro. Trasformarsi perché
si può tornare indietro anche dall'inferno, per poter
vivere ancora, caduti maledettamente dal paradiso, e infine
trasformarsi amando, vivendo. Della trasformazione si cerca
sempre una spiegazione, razionale, sentimentale, psicologica,
spirituale, materialista, idealista, concreta, immaginaria.
Nelle immagini che EIDOS ha scelto si leggono trasformazioni,
plausibili e non plausibili, belle e brutte, accettabili e
inaccettabili, sempre e comunque umane.