 |
Il cinema, come la memoria, è la possibilità di
far accadere il passato in un altro modo, la possibilità
di ricominciare a vivere la propria storia e di sperimentarla
in tanti modi diversi.
|
"La maggior parte di noi presenta una lacuna della memoria
per i primi anni dell'infanzia, dalla quale emergono soltanto
singoli frammenti di ricordi. Si può affermare che
la psicoanalisi ha colmato questa lacuna, ha eliminato questa
amnesia infantile degli uomini". (Freud, 1913).
Questo passo di Freud è paradigmatico, per chi -come
EIDOS- crede che non solo la psicoanalisi, ma anche tutti
i processi artistici e filosofici
in copertina
La foto di copertina è tratta dal film Cuore
Sacro di Ferzan Ozpetek. La dedichiamo a chi, come
accade nel film, ha due luoghi nel cuore e non può non
avere a che fare con la memoria, il ricordo, la nostalgia.
|
siano interessati a rivolgersi a quel periodo aurorale dell'uomo
che è potenzialmente così ricco e aperto e nello
stesso tempo così determinante per tutto ciò
che avverrà in seguito.
Come registrazione della vita il cinema è quello
che più si avvicina all'infanzia della nostra epoca.
La sua origine popolare fa sì che tutti possano rispecchiarsi
nelle sue storie, anche perché il cinema è più
vicino alla trasmissione orale e visiva, che contempla la
presenza dell'altro almeno virtuale, anziché a quella
scritta che contempla invece l'assenza dell'altro. Cinema
e memoria sono strettamente legati perché entrambi
appartengono alla dimensione ripetitiva dell'esperienza, quella
funzione che permette alla mente di perpetuare gli oggetti
e le situazioni amate.
Il cinema è un'occasione per proiettare memorie, slegate
e non ricordate di sé, e vederle momentaneamente realizzate
in una rappresentazione nella quale, senza saperlo, quelle
memorie vengono rivissute. Soffriamo e godiamo proprio come
se ci appartenesse quello che vediamo.
Il cinema non è solo semplice ripetizione di memoria,
ma è anche trasformazione di ricordi, informazione
e innovazione, memorie e ricordi di come eravamo, dei vissuti
storici delle nostre epoche o di quelli fantastici di come
avremmo voluto essere o del futuro che potrebbe incombere
su di noi, delle vittorie e delle sconfitte, delle difficoltà
e delle possibilità.
Ispirandosi a Proust, Edgar Reitz regista della saga "Heimat",
dice che fare un film significa descrivere un ricordo.
La memoria è la possibilità di fare accadere
il passato in un altro modo, quindi non solo di governarlo,
ma di dargli un'altra possibilità che cancella quello
che è realmente accaduto, come dice il poeta e scrittore
Erri De Luca (1994). Il cinema è appunto questo: la
possibilità di ricominciare a vivere la propria storia
e di sperimentarla in tanti modi diversi.
la redazione