Cinema e commedia
di lori Falcolini

Massimo Troisi e Lello Arena ( Ricomincio da tre Troisi, 1981):
-Chello ch’è stato è stato…basta, ricomincio da tre.
-Da zero.
-Eh?
-Da zero: ricomincio da zero.
-Nossignore, ricomincio da…cioè…tre cose me so’ riuscite dint’a vita,
pecché aggi’a perdere pure chelle? Aggi’a ricomincià da zero? Da tre!

 
   

Quando abbiamo deciso di dedicare un numero di EIDOS alla commedia, ci siamo subito posti il problema di quale taglio dare a questo genere così ampio e complesso, le cui radici si allungano fino  alla Grecia, dove la commedia nasce nel teatro intorno al sec. VI a. C. Ma già prima di tale periodo si ha notizia di rozze farse recitate da attori mascherati con enormi sederi e grandi falli; ed anche di cortei, probabilmente legati ai riti agresti, con canti in onore di Dioniso, il dio dell’ebbrezza, del rinnovamento e del superamento delle inibizioni. La parola greca è, infatti, collegata etimologicamente a , processione bacchica o festa, e, canto. C’è quindi un legame originario di questa forma di drammaturgia con ‘il lieto fine’ nel doppio significato di divertimento e fiducia nel futuro. Non a caso Northrop Frye, uno dei maggiori critici letterari del Novecento che ha teorizzato quattro forme archetipiche di narrazione, dice che la commedia è espressione del Mythos della  Primavera. Alla luce di quest’ottimismo, che sa/vuole sperare perché “a da passà ‘a nuttata” (Napoli Milionaria! E. De Filippo, 1944) oppure che riesce a trovare per i problemi soluzioni alla portata di chiunque, le commedie d’ogni paese rappresentano le rispettive società come sono, oggi, anche quando parlano del passato o della storia dei padri. Tutto viene ‘registrato’ impietosamente: la disonestà della politica, gli stereotipi, la multietnicità con le intolleranze reciproche, il crogiuolo d’identità sessuali, le solitudini, la distruzione della famiglia, la sfiducia nell’amore che dura, gli ‘ismi’di ogni genere, i tic e le ossessioni, le manie inconsapevoli. I contenuti sociali più duri restano sullo sfondo, perfettamente riconoscibili ma senza spargimento di sangue ossia con tutte le convenzioni del genere, perché lo spettatore stia tranquillo - come dice lo sceneggiatore Robert McKee - che se anche i personaggi si trovano nell’inferno, le fiamme non riusciranno a bruciarli. Nella commedia non esistono gli ‘eroi’degli altri generi cinematografici tuttalpiù le storie parlano di personaggi che credono d’essere invincibili guerrieri, come Otto West (Kevin Kline in Un pesce di nome Wanda Crichton, 1988) che legge Nietzche senza capirci niente ed è preda di passioni tremende; oppure millantatori irresistibili come il mitico Brancaleone da Norcia (Gassman in L’armata Brancaleone  Monicelli, 1966) metà ‘samurai’ e metà straccione che si definisce un gran condottiero ma ha alle spalle soltanto un manipolo di sbandati. Ogni punto di vista e appartenenza (la commedia italiana, inglese, tedesca, hollywoodiana, bollywoodiana etc) è un genere cinematografico ma anche televisivo, l’ultimo approdo della comedy. Appartengono ai mille volti della commedia sottogeneri nati oggi e ieri dall’humus della vita e dal teatro: la satira, la farsa, la parodia, la commedia sentimentale, quella demenziale o d’azione, la slapstick e la screwball, la blackcomedy, la fantasy, il film comico intelligente, bonario, caustico o sguaiato, la sitcom, il neonato sit-spot. I confini di questo genere millenario vanno allargandosi sempre di più ibridandosi con gli altri. Se ciò, da una parte, ha creato maggiori possibilità espressive, dall’altra, però, lascia talora un dubbio nello spettatore (ed anche in qualche critico cinematografico) di fronte a certi film che sollecitano emozioni contrastanti: si tratta di un dramma umoristico o di una commedia un po’ troppo amara forse perché viviamo, come dicono i due psichiatri M.Benasayag e G.Schmit, ne L’epoca delle passioni tristi (Feltrinelli, 2004)?
Il genere cinematografico passa dal sapere degli addetti ai lavori allo stato d’animo e al temperamento dello spettatore che di ogni film si fa il ‘suo’ film, nel buio di una sala cinematografica, in casa davanti al piccolo schermo della televisione o nel mondo di fronte allo schermo mini di un cellulare. E così l’ottimista, per esempio, si lascerà sedurre dal romanticismo irriverente e dalla forza trainante della speranza nel dramma-commedia di Meggie (Marianne Faithfull in Irina Palm Garbarski, 2007), una donna mite e coraggiosa che per amore del nipote gravemente ammalato si trasforma in operatrice del sesso dalle mani d’oro e dall’appeal erotico-casalingo. Il pessimista, invece, vedrà soltanto il lato drammatico in un film come Mio fratello è figlio unico di Luchetti (2007) non aprendosi all’ironia e all’umanità con cui il regista racconta gli scontri familiari e sociali, in Italia, negli anni sessanta-settanta. Soprattutto non si aprirà alle immagini di fiducia nel futuro del ‘lieto fine’ in cui la famiglia si unisce intorno al bambino del fratello comunista ucciso - simbolo della possibilità di riconciliare gli opposti - ri/cominciando finalmente a vivere.
In Eidos Cinema e Commedia ci siamo aperti a punti di vista diversi, profondamente convinti che “nessuno è perfetto”(A qualcuno piace caldo  Wilder, 1959).

  Marilyn Monroe e Tony Curtis in A qualcuno piace caldo, regia di Billy Wilder

 

 

 

 

 

in copertina
Marianne Faithfull in Irina Palm, regia di Sam Garbarski

 

 
 

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Sommario
Marzo / Giugno 08
APPROFONDIMENTI
»Televisione
di E. Menduni
L'INTERVISTA
» Dante Spinotti
di L. Falcolini
CINEMA E PSYCHE
» Il gusto
di L. Barbato
NEL FILM: CINEMA E COMMEDIA

» Caramel
di L. Ravasi

» Juno
di A. Sivo
»L’età barbarica
di A. Angelini
» Cous Cous
di F. Troncarelli
» La dea dell’amore
di C. Arnetoli
» Breakfast on Pluto
di L. Cancrini
» Risate sul lettino
di I. Senatore
» Commedia all’italiana
di S. Mangoni
FILM CULT

» Monthy Python
di L. Tarantini e J. M. Caïmi

IL PERSONAGGIO
» Carlo Verdone
di Pia De Silvestris
DOCU FILM
» L’origine del male
di E. Salvatorelli
FILM CORTO

» Pillole di bisogni
di G. Caputo

L'ALTRO FILM
» Sul crinale del nuovo cinema italiano di B. Massimilla
ARTI VISIVE
» A.Capasso & E. Ferreri
di E. Salvatorelli
» Mario Sandro
di E. Ferreri
» La “n dimensione”
di G. Sassanelli
ESPERIENZE

» Il cinema che fa bene
di F. Russo

LA SUGGESTIONE

» Commedia umana
di M. Vigneri


EIDOS - NEWS
» Fourth European Psychoanalitic Film Festival Plexus Black Box