Lo
spazio, nella sua totalità - dalle dimensioni cosmiche
fino alla più piccola stanza di un appartamento - è
un corpus di immagini che ha fornito all'Uomo il materiale
iconico per intendere la propria relazione col mondo. Le nuove
interpretazioni dello spazio che ci offrono l'architettura,
le telecomunicazioni, le tecnologie digitali hanno rielaborato
quelle immagini e propongono oggi uno scenario in cui le soluzioni
più fantasiose si concretizzano in soluzioni reali.
Il proliferare di spazi collettivi "di servizio"
o di interscambio (i cinema multi sala, gli ipermercati, i
fast food, le sale d'attesa degli aeroporti, fino alle

stanze
virtuali delle chatline), dove le relazioni sociali si riducono
fino ad approssimarsi allo zero, determinano l'assurgere di
un nuovo tipo di spazio "elastico" senza delimitazioni
strutturali, che si apre per accogliere grandi collettività
e si stringe attorno all'individuo, alle sue necessità,
trasformandosi in un ambito intimo, riservato. Questa dimensione
ristretta della sfera vitale abitabile è ciò
che consideriamo il luogo, ovvero una declinazione dell'Infinito
ridotta e confinata all'interno della curva dello sguardo:
è ciò che Aristotele considera il primo involucro
dello spazio vitale, "il primo limite immobile del corpo
contenente". Il luogo è la sintesi di una prospettiva
duplice che fonde la soggettività dello sguardo e l'oggettività
degli elementi ( architettonici, storici, sociali) che lo
compongono.*
L'arte ha una sua affinità prioritaria con
i luoghi. Oltre ad essere il prodotto di uno sguardo (dell'artista
e dello spettatore), l'opera d'arte s'istalla nel luogo
per diventarne una derivazione temporanea, lanciando lo
spazio fisico all'interno della nebulosa cosmica dell'immaginazione.
Una lettura dell'arte attraverso la sua relazione con i
luoghi ci offre l'opportunità di concentrarci sulle
proprietà autoctone dell'opera, sulla sua biologia
ibrida presa al di fuori del contesto storico, quindi secondo
un'interpretazione che lega l'opera all'artista in un rapporto
esclusivo, sintetizzando il mondo simbolico e immaginativo
e quello reale in un'immagine.*
'''Angelo Capasso, Luoghi d'affezione. Paesaggio, passaggio.
Catalogo della Mostra collettiva (a cura di Angelo Capasso)
EUROPALIA Bruxelles 2003
Se
il cinema è una concezione del mondo (1), allora
il cinema ha una sua geografia. EIDOS compie ancora un viaggio
attraverso le immagini, per descrivere posti dove il cinema
prende luogo.
Siamo partiti, in giro per quel mondo che quando non è
dei bambini è dei viaggiatori (2) e abbiamo tracciato
la nostra mappa del tesoro, incontrando luoghi di differenti
forme ed esistenze di differenti trame (3).
Ma è ad un maestro che sentiamo di dovere una vera
e propria cartografia cinematografica, l'esperienza visiva
di come i paesaggi abbiano più che storie da raccontare
e siano più che semplici luoghi (4).
Sono i luoghi della memoria, della vita psichica, i luoghi
dell'identità, intorno ai quali le esistenze fluttuano
o dove si ancorano, certe volte troppo tenacemente. Sono
i luoghi della contemporaneità, così eterogenea
che seppure l'omogeneità tenta di imporcisi è
solo per dare scandalo al pensiero (5).
Roma è la partenza e l'arrivo del viaggio, città
d'elezione, ospite magna, dove il cinema prende luogo anche
sul volto dei protagonisti.
Ma l'obiettivo sotteso al viaggio di EIDOS rimane l'esperienza
del "terzo spazio", quel luogo in cui si salta
per superare "il proprio" e conoscere "l'altro".
in copertina
In
copertina " A casa nostra " splendido film
sul significato del luogo delle origini nell'esistenza
umana e civile degli Individui. Francesca Comenclnl
rivendica alla sua antica bellezza una grande città
come Milano, la richiama a rappresentare ancora la funzione
di paterne autorevolezze nell'Identità dello
Stato. |
Così, quelli circoscritti in questo numero altro
non sono che luoghi d'affezione, i paesaggi-passaggi (6)
che ci attraggono per forza pulsionale, ci cambiano per
dinamica interna, ci attraversano mentre rimaniamo convinti
di attraversarli, al cinema, dentro il cinema, dove EIDOS
cerca dignità d'arte, contrasti ed affinità
ermeneutiche e moti d'affetto.
1 Come voleva Vladimir Majakowski.
2 Mettendoci nello spinto di Bruce Chatwin, ma ponendo attenzione
alle mimetiche del nomadismo intellettuale contemporaneo
ed ai limiti, tutti i limiti.
3 Ripensando a Michel Focoult, ai nostri rapidissimi tempi
ed alle metamorfosi dello spazio.
4 La dobbiamo a Wim Wenders, alle sue immagini dal pianeta
terra, fino alla fine del mondo.
5 Uno dei tanti paradossi della società moderna,
come ci ha avvertiti Alain Touraìne.
6 Grazie a Man Ray che con arte e per l'arte ce li ha coniati.