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EIDOS Cinema e Psicoanalisi - N°37 Marzo/Giugno 2017

Cinema e Psicoanalisi Affinità elettive di E. Marchiori

Cinema e Psicoanalisi Affinità elettive di E. Marchiori

Nati insieme alla fine del secolo scorso, e insieme cresciuti, cinema e psicoanalisi hanno creato tra loro, nel tempo, una relazione profonda e duratura, grazie alle loro “affinità elettive”, che già Freud aveva intuito, e i suoi successori, in prospettive diverse, riconosciuto e studiato. All’epoca, entrambi hanno contribuito alla profonda trasformazione in atto della percezione della realtà esterna e del mondo interiore e, ancora oggi, nel terzo millennio, la loro sinergia continua a produrre pensiero creativo e vitale.


Grandi personaggi nel cinema del novecento di A.Dugo

Grandi personaggi nel cinema del novecento di A.Dugo

L’entrata in scena del cinema ha caratterizzato il novecento: al pari delle altre arti il cinema ha espresso, creato e portato alla superficie la storia travagliata e drammatica del secolo nei suoi significati più profondi, con capolavori che ci hanno aiutato a capire, conoscere e riflettere sulla vita di ognuno di noi dandoci un nutrimento che ha arricchito, a volte modificato la nostra idea del mondo e di noi stessi. La psicoanalisi, pressoché coetanea del cinema, ha sempre guardato all’arte e agli artisti come a una fonte inesauribile di conoscenza della psiche umana e dei processi mentali inconsci, la cui essenza solo i grandi artisti sanno rappresentare e raccontare.


Il lavoro dell’attore oltre i tabù di L.Falcolini

Il lavoro dell’attore oltre i tabù di L.Falcolini

Attore, regista, sceneggiatore, scrittore e anche pittore, Filippo Timi è uno dei più apprezzati e interessanti artisti, oggi, in Italia. Esuberante e provocatore, Timi ha interpretato magistralmente per il cinema un “arcobaleno” di ruoli: Mussolini, il “fiume nero”del premiatissimo Vincere; l’imperturbabile dott. Boldrini, pedofilo, protagonista di Ruggine; Rino Zena, l’operaio alcolizzato che insegna al figlio a odiare con tutto l’amore di un padre (Come Dio comanda); Rosatigre, passionale transgender e tanti altri.


Io ti salverò Psicoanalisi in erba di L.Pascalino

Io ti salverò Psicoanalisi in erba di L.Pascalino

Io ti salverò di Alfred Hitchcock esce nelle sale americane nel 1945, con un enorme successo di pubblico e di critica. Non è il primo film che tratta di psicoanalisi. Precedenti illustri quale I segreti dell'anima di Pabst (1926) o il cortometraggio Le chien andalou (1929) di Bunũel erano già fortemente ispirati alla nuova scienza. Invero il film non è mai stato considerato un capolavoro. François Truffaut lo svalutò sottolineandone il carattere troppo logico e razionale. Hitchcock ha comunque avuto il grande merito di divulgare al grande pubblico la nascita della nuova disciplina.


Il segreto di una donna La rappresentazione dello psicoanalista nella Hollywood classica di P.Pede

Il segreto di una donna, La rappresentazione dello psicoanalista nella Hollywood classica di P.Pede

Una vecchia pellicola di Otto Preminger, Il segreto di una donna (Whirlpool) mi è parsa un esempio particolarmente eloquente dei modi in cui la Hollywood del periodo classico rappresentava la figura dello psicoanalista. La storia, scritta da Ben Hetch, è un tipico noir basato su un triangolo. C’è Ann, la vittima, una splendente Gene Tierney, moglie di uno psicoanalista, che segretamente è affetta da cleptomania. C’è il marito, il dr. Sutton, affermato medico dell’anima, calmo e sicuro di sé, coniuge adorato. E poi c’è il cattivo, Korvo, un viscido ipnotista, il quale “plagia” le sue vittime femminili, invariabilmente facoltose, per mettere le mani sul loro denaro.


Viaggio in Italia Alla ricerca del tempo ritrovato di P.De Silvestris

Viaggio in Italia Alla ricerca del tempo ritrovato di P.De Silvestris

Il film Viaggio in Italia di Roberto Rossellini del 1953 fu poco considerato in patria, e invece celebrato sia in Francia, dove Jacques Rivette affermò che “dopo questo film tutti quelli che lo precedono sono vecchi”, sia negli Stati Uniti, da Martin Scorsese, che lo scelse come titolo di un suo documentario sul cinema italiano. I protagonisti del viaggio, che è reale, ma che rivela anche un’evoluzione interiore dei due personaggi, sono Ingrid Bergman e George Sanders nelle vesti di una coppia inglese dell’alta borghesia conformista e altezzosa che, nelle loro rispettive caratterizzazioni, danno il meglio di se stessi. Questa magnifica rappresentazione descrive l’evoluzione.


Il posto delle fragole Sogno o son desto? di A. Piccioli Weatherhogg

Il posto delle fragole Sogno o son desto? di A. Piccioli Weatherhogg

Nel considerare il tema di questo numero di Eidos, la scelta è subito caduta su un titolo, su ciò che esso evoca di luminoso e struggente: Il posto delle fragole (1957). Citato e imitato da molti, sempre ineguagliabile, continua a incantare: metafora di un luogo che non c’è più, che pure continua a vivere una sua vita misteriosa e potente al centro della nostra soggettività. Che cosa racconta, dunque, Il posto delle fragole? All’inizio vediamo il primo piano di un volto: un vecchio, addormentato, sogna.


L’occhio che uccide Gioco di specchi di C. Chianese

L’occhio che uccide Gioco di specchi di C. Chianese

Girato da Michael Powell nel 1960, a tre anni dalla separazione artistica con il collega Emeric Pressburger, L’occhio che uccide venne stroncato dai critici dell’epoca e provocò un crollo nella carriera del regista. Ci vollero anni prima che il film fosse rivalutato, fino a essere considerato un’opera di culto, studiata dai critici più recenti e adorata dai cinefili. Quali furono nel 1960 le ragioni dello sdegno? Uno dei primi spunti può esserci offerto dal titolo originale, Peeping Tom, ossia il Guardone.


Un’altra donna Il tempo dell’ascolto di A. Antonetti

Un’altra donna Il tempo dell’ascolto di A. Antonetti

Woody Allen, è un regista che ha fatto della psicoanalisi uno degli argomenti caratterizzanti della sua poetica, per lo più affrontandola con un registro comico, a tratti irridente della sua efficacia come procedimento terapeutico. In Un’altra donna, il tema torna trasfigurato in una rappresentazione lucida e toccante, molto verosimile, del lavoro analitico, descritto come un viaggio non solo nella memoria, alla ricerca dei luoghi e delle persone del passato, ma soprattutto nei sentimenti, alla riscoperta di emozioni dimenticate, soffocate da una vita vissuta all’insegna della razionalità e dell’auto - controllo. Il regista abbandona, in questo film, la sua visione pessimistica del processo analitico, per aprire spiragli alla speranza di possibilità trasformative della sofferenza.


Terapia e pallottole di L. Vagnetti

Terapia e pallottole di L. Vagnetti

Il veterano della malavita Paul Vitti ha raggiunto l’apice di una carriera criminale costellata di trionfi. La serenità del gangster italoamericano viene però costantemente messa a repentaglio dall’incombente minaccia del capomafia rivale, l’arrivista Primo Sindone. Quando il padrino Dominic Manetta è assassinato, il precario equilibrio psicologico di Paul Vitti deflagra; il boss manifesta quindi i sintomi di un clamoroso esaurimento nervoso, rivelando la propria natura di “gigante dai piedi d’argilla”: diviene ipocondriaco, accusa disturbi respiratori, soffre d’insonnia, sperimenta problemi di erezione, piange con sconcertante frequenza. Gli attacchi di panico sono talmente acuti da avere ripercussioni sull’attività “lavorativa” di Vitti, che smarrisce improvvisamente la propria vocazione omicida, dopo anni di rinomate esecuzioni.


Se mi lasci ti cancello La forza del desiderio di M.G. Minetti

Se mi lasci ti cancello La forza del desiderio di M.G. Minetti

Se mi lasci ti cancello si propone di rappresentare un mito universale che esprime la fantasia di essere al di sopra di ogni bisogno e desiderio, per sfuggire alla sofferenza dei legami. Ciò è immediatamente evidente già dal titolo inglese, Eternal Sunshine of the Spotless Mind, purtroppo miseramente tradito dalla traduzione italiana, il quale cita alcuni versi di Alexander Pope: “Infinita letizia della mente candida! Accettato ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio”. Se mi lasci ti cancello vuole riscrivere questo mito in veste moderna, attraverso l'idea di una tecnologia in grado di cancellare dalla mente i ricordi dolorosi legati a una precisa persona e relazione.


Habemus Papam, Il coraggio di essere umani di B. Genovesi

Habemus Papam, Il coraggio di essere umani di B. Genovesi

Habemus Papam è un film di Nanni Moretti, interpretato dallo stesso regista con Margherita Buy e Michel Piccoli, presentato in concorso al 64°festival di Cannes, dove ha ricevuto numerosi riconoscimenti. In Vaticano si riunisce il conclave per eleggere il nuovo pontefice. Non essendo stato raggiunto il quorum, dopo alcune votazioni è nominato, a sorpresa, il cardinale Melville. Mentre il popolo in piazza lo acclama, egli diventa preda dell’angoscia e sente di non riuscire a sostenere il peso di questa enorme responsabilità.


A dangerous method, così è se vi piace di L. Figà Talamanca

A dangerous method, così è se vi piace di L. Figà Talamanca

Presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2011 e uscito, quasi un decennio dopo Prendimi l'anima (2002) di Roberto Faenza, A dangerous method di David Cronenberg, sembra voler rispondere alla curiosità collettiva che, dal suo esordio, ha accompagnato la psicoanalisi e la sua pratica misteriosa, se non addirittura sospetta. Liberamente ispirato al romanzo di John Kerr Un metodo molto pericoloso (2011), il film ne riprende i temi collocandoli in un puntiglioso racconto biografico che, nonostante una suggestiva fotografia e una fedele ambientazione, non riesce a coinvolgere lo spettatore se non in un troppo palese intento di soddisfarne le sottese e inconfessabili curiosità. A prima vista, sembra un pò poco per un regista definito “il maestro di un horror tutto interiore”. Eppure...


Il Lato positivo , il male oscuro di F. Pizzino

Il Lato positivo , il male oscuro di F. Pizzino

Pat Solatano (Bradley Cooper) è in ospedale psichiatrico. Le spalle rivolte allo schermo, parla guardando fuori dalla finestra in un dialogo immaginario con Nikky, sua moglie. Inizia con questa scena Il lato positivo - Silver Linings Playbook di David O’Russell, film che ben rappresenta la quotidianità afflitta da un alto livello di tensione ingestibile, nutrita da ossessioni, note deliranti e attacchi di furore, diagnosticata a Pat come “disturbo affettivo bipolare”. Il protagonista oscilla tra il terrore di essere risucchiato in un baratro depressivo e l’ottimistica fede nella vita che vuole costruire: si potrebbe dire che il film è realizzato attorno alla fluttuazione tra queste due posizioni.


Tutta colpa di Freud di L. Cerqua

Tutta colpa di Freud di L. Cerqua

Il titolo di questa commedia all’italiana trova la propria ragion d’essere nell’omonimo pezzo musicale che fa da sottofondo alla scena finale del film, tratto da un romanzo di Paolo Genovese, anche regista di questo movie. Come spesso accade nel cinema che mette in scena psicologi o psicoterapeuti, il nome di Freud appare come mero espediente narrativo che poco ha a che vedere con il padre della psicoanalisi.


Lo chiamavano Jeeg Robot Fuga nell’onnipotenza di L. Cappelli

Lo chiamavano Jeeg Robot Fuga nell’onnipotenza
di L. Cappelli

Il film, insignito del premio SPI – Cinemente Opera Prima 2017, per la regia di Gabriele Mainetti, colpisce per la potenza delle immagini e appare emblematico di una deriva contemporanea. La storia è imperniata sulla trasposizione nella tragica periferia romana di un manga giapponese, del 1975, poi divenuto serie televisiva: Jeeg Robot d’acciaio. Il soggettista del manga, Yamatai, narra nel fumetto di uno scienziato, Shiba, che trasforma il figlio, Hiroshi, vittima di un incidente, in un cyborg, dotato di componenti tecnologiche prodigiose che lo rendono invincibile.


Split, Il mistero identitario di A. Moroni

Split, Il mistero identitario di A. Moroni

È facile cadere nel ridicolo quando si mette al centro di uno script un protagonista nel quale convivono ben ventitré personalità, cioè un protagonista che, di fatto, è un paziente psichiatrico puro, affetto da Disturbo di Personalità Multipla. Si tratta, inoltre, di una forma di patologia epidemiologicamente piuttosto rara, che si suole far risalire ad abusi infantili gravi, ma il disturbo dipende anche da una multifattorialitá intrinseca nella storia di ciascun soggetto preso singolarmente.

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