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Venerdì, 31 Luglio 2015 10:20

Festival di Londra di cinema e psicoanalisi (Londra 29 ottobre - 1 novembre 2015)

In seguito al numero speciale bilingue di Eidos su ‘Cinema e Segreti’ (luglio-ottobre 2013) in occasione del settimo European Psychoanalytic Film Festival (epff7) (Londra 29 ottobre - 1 novembre 2015),  Eidos torna ad essere la rivista che racconta il festival di Londra di cinema e psicoanalisi: epff8 ‘Turning Points: Individuals, Groups, Societies’.

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Barbara Massimilla

Continua la fertile collaborazione tra la nostra rivista italiana Eidos ed European Psychoanalytic Film Festival, in seguito al riuscito esperimento: la pubblicazione di Cinema and Secrets in occasione di EPFF7. Un gemellaggio e una sintonia d’intenti, che derivano dalla comune passione per il cinema e la psicoanalisi. La redazione di Eidos è grata alla Direzione del Festival di Londra per la possibilità di continuare a condividere questa esperienza significativa.  
Eidos cinema psyche e arti visive – quadrimestrale fondato nel 2004 da un gruppo di psicoanalisti junghiani, freudiani ed esperti di cinema – ha delle caratteristiche uniche nel suo genere: coinvolge  autorevoli esponenti del mondo psicoanalitico a descrivere attraverso uno sguardo interiore, la bellezza e i significati dell’arte cinematografica. Come EPFF anche i nostri numeri sono monotematici, la scelta di un unico argomento ci consente di spaziare e ampliare il confronto su una singola realtà, per articolarla in scenari narrativi apparentemente diversi ma simili nella loro essenza. Eidos organizza da anni anche eventi culturali e convegni con proiezioni di opere filmiche che hanno come obiettivo quello di aprire a una riflessione verso temi sociali e problematiche
collegate alla sofferenza mentale d’individui e gruppi. Le più recenti iniziative intraprese riguardavano il tema delle dipendenze e quello dolorosamente attuale della migrazione.
Sentiamo come psicologi analisti la ferma responsabilità di doverci soffermare sull’analisi a più livelli dei fenomeni che caratterizzano ciò che oggi muove il mondo…
L’ottava edizione dell’European Psychoanalytic Film Festival s’inserisce in pieno nello spirito del tempo attuale con il tema: Punti di svolta. Individui, gruppi, società. Una complessità che allude all’emergere e all’urgenza del “cambiamento” da molteplici angolature. Ciò che muove il mondo va compreso in profondità, per non essere travolti da dinamiche che possono oltrepassare ogni controllo e devastare l’animo umano. Dimensione individuale e dimensione collettiva si riflettono inesorabilmente l’una nell’altra: nel bene come nel male. Ci sono epoche in cui i nessi che legano tra loro singolarità e universalità vanno compresi alla radice, elaborati, ricalibrati. Specialmente in alcuni casi, come nei territori afflitti dalle guerre, va ritrovata la carta del senso, quella forma del vivere che s’impegna continuamente a costruire progetti e significati e a lavorare per la costante ricerca di senso e per la pace. Urge capire storicamente quale meccanismo ha determinato una ecclissi dell’etica e dei valori, in che modo una graduale disumanizzazione ha sommerso i principi di solidarietà e fratellanza.
Le catastrofi naturali e nucleari, le epidemie, il terrorismo, le discriminazioni sociali, le violenze politiche, l’esplosione di nuovi conflitti e il rinnovarsi ciclico di eterni teatri di guerra, le minacce del sistema finanziario, la disoccupazione, i drammi della migrazione per una sorta di reazione a catena sembrano nel loro insieme costituire una cupola d’inquietudine planetaria. Singolarmente molte di queste sono realtà antiche, ma è il nuovo modo di percepirle appunto come amalgama indistinta che evoca nell’era della globalizzazione una percezione di attrito con la coscienza. La loro condensazione simultanea diventa insostenibile per la mente che tende a confonderle tra loro, a smarrire i confini di ogni singola voce. Da questo caos indifferenziato emerge con rinnovata potenza lo spettro di Leviathan. Una creatura mostruosa che allude ai poteri assoluti dello Stato e delle Istituzioni, ma non si limita solo a questi. Leviathan è anche l’Ombra che l’uomo ha rifiutato di riconoscere all’interno di sé. Quelle parti negative della sua personalità con cui sta cessando di dialogare e che inesorabilmente sono riemerse, portatrici di distruttività. Non esiste un movimento di vita che naturalmente tutela la pace e l’ordine, non si protegge la vita dell’individuo, se questo confronto con l’Ombra smette di esistere. Aumentano i rischi che una forza distruttiva governata da logiche bizzarre e disumane prevalga, cancelli quei confini generativi che tutelano individuo, gruppi, società, dal disordine, tutto ritornerebbe a essere parte del caos.
Soltanto una riflessione estesa, storica, antropologica e psicologica potrebbe restituire dignità alla natura umana e aiutare l’individuo a sciogliere le sue paure e ad affrontarle. Un pensiero costruttivo che includa l’affettività, un’intelligenza emotiva che riconsegni al soggetto la consapevolezza di sé per difendersi dalle fauci del potere, per coltivare la libertà della mente che si oppone alle logiche perverse delle dittature, delle violenze sociali.
Le trasformazioni, i ‘punti di svolta’ scaturiscono dall’emergere improvviso di un fiume carsico che in realtà ha scavato lentamente la roccia nel tempo. Il cambiamento non è l’esprimersi di una manifestazione inattesa, sia se riguardi la storia di un uomo, sia quella di una società. Le tracce del cambiamento si possono intravedere da lontano, se tutti ci assumiamo la responsabilità di risalire fino alle origini del processo, di mettere a fuoco la sua genesi.
Qualunque sia la natura di questo processo, bisogna affinare uno sguardo riflessivo di saggezza che restituisca valore e protezione a ogni vita, per garantire alle trasformazioni individuali e collettive di svilupparsi sui principi dell’uguaglianza, dell’etica e dell’affettività.

 


 

Andrea Sabbadini

Nel numero speciale bilingue di Eidos su ‘Cinema e Segreti’ (luglio-ottobre 2013) in occasione del settimo European Psychoanalytic Film Festival (epff7), concludevo la mia introduzione affermando che speravo: “che tale collaborazione [della rivista con il festival] abbia successo e possa continuare anche nei prossimi anni”. Ritengo che abbia avuto successo e sono contento che possa continuare proprio con questo numero.
Epff, di cui sono direttore fin dalla prima edizione del 2001, ha luogo ogni due anni nella prestigiosa sede londinese di BAFTA sotto la presidenza onoraria di Bernardo Bertolucci (intervistato nel numero citato di Eidos). Il festival consiste nella proiezione di importanti film europei contemporanei seguiti da tavole rotonde in cui psicoanalisti, cineasti ed esperti di cinema discutono fra di loro e con il pubblico dei film proiettati. Il programma comprende anche seminari, conferenze, una festa, e visite a luoghi di interesse quali il Museo di Freud. Come osservavo due anni fa su Eidos, questo festival è “un’occasione da non perdere al fine di creare un contesto per un dialogo costruttivo fra psicoanalisi e cinema, piuttosto che una semplice ‘applicazione’ dell’una all’altro”.
I film visti e discussi nel corso delle tre giornate (da giovedí sera a domenica mattina) sono selezionati da un piccolo comitato a Londra. Le sette edizioni precedenti di epff hanno avuto come temi centrali quelli della Perdita, dell’Infanzia, del Cinema dell’Europa dell’Est, dell’Emigrazione e dei Segreti.
L’ottavo European Psychoanalytic Film Festival (epff8) ha luogo quest’anno dal 29 ottobre al 1 novembre sul tema: Punti di Svolta. Individui, Gruppi, Società. L’idea di ‘punti di svolta’ si riferisce a quei momenti chiave della nostra esperienza soggettiva, talvolta investiti di qualità quasi epifaniche, che ci offrono la possibilità di operare trasformazioni radicali: in noi stessi, nei nostri rapporti interpersonali, e nella nostra visione del mondo che ci circonda. Tali momenti chiave dell’esistenza sono a volte preceduti e segnati da riti di passaggio socialmente condivisi, mentre altre volte possono essere improvvisi ed imprevedibili, con effetti sorprendenti o traumatici. In entrambe queste situazioni tendono poi a venire ricordati per tutta la vita come eventi importantissimi.
Ho fatto riferimento in altra sede  alla metafora del ponte in relazione a quegli spazi e a quei tempi transizionali in cui si verificano tali cambiamenti – un’idea che potrebbe risultare fertile anche nel corso della discussione dei film di epff8. La tematica dei ‘punti di svolta’, presente in molti film anche appartenenti a generi diversi, ha importanti applicazioni per la teoria e la clinica psicoanalitiche; basti pensare che persino la decisione stessa di affrontare un percorso psicoanalitico, per pazienti ma anche per candidati analisti, spesso rappresenta un tale punto di svolta nella loro vita.
Ad aprire i lavori venerdí mattina – dopo la cena ed il programma cinematografico di giovedí sera alla Royal Society of Medicine – sarà una tavola rotonda in cui tre esperti presenteranno il tema dei ‘punti di svolta’ dalla prospettiva, rispettivamente, psicoanalitica, filmica e socio-culturale. Seguiranno nel corso di tutto venerdí e sabato visioni e discussioni dei film europei – otto features, due documentari e alcuni cortometraggi – selezionati fra quelli, molto numerosi quest’anno, propostaci dal nostro team internazionale di consulenti (cioè di psicoanalisti con interessi e competenze speciali sul cinema del loro paese). Scopo primario di questi film è di presentare, ma anche di mettere in discussione, vari ‘punti di svolta’ e la loro importanza per la nostra vita in quanto individui e in quanto membri di gruppi e società. I registi della maggior parte di questi lavori hanno risposto con entusiasmo al nostro invito a partecipare ad epff8 e a condividere le proprie opinioni in conversazione con importanti esponenti del mondo psicoanalitico ed accademico, oltre che con un vasto pubblico internazionale di diversa provenienza culturale.
Oltre a questi film, il programma comprende due tavole rotonde per esplorare film che abbiano dato un contributo fondamentale allo sviluppo della storia del cinema europeo. Studiosi della storia del cinema inglese, francese, spagnolo, italiano, russo e tedesco sceglieranno ciascuno un singolo ‘film chiave’ realizzato da ognuno di questi sei paesi e si impegneranno a convincere il pubblico delle ragioni della loro scelta particolare. In un altro seminario, dei colleghi descriveranno il lavoro originale compiuto da loro utilizzando la visione di film per aiutare bambini provenienti da situazioni familiari problematiche.
Il successo delle edizioni passate di epff  ha ispirato una serie di simili iniziative anche in altri paesi europei. Siccome riteniamo che un tale sviluppo sia vantaggioso sia alla psicoanalisi che al cinema, è ormai diventata nostra consuetudine di invitare gli organizzatori di tali incontri su cinema e psicoanalisi a presentare le loro attività al pubblico di epff allo scopo di relazionarci sui loro progetti. Ai festival pregressi abbiamo avuto modo di conoscere i lavori della Magyar Pszichoanalitikus Filmkonferenci di Pécs (Ungheria), dell’International Meeting on Film and Psychoanalysis di Sozopol (Bulgaria) e della Elokuva ja Psyyke (Film e Psyche) finlandese. Quest’anno ci verrà proposta una relazione sul Festivalul International de Psihanaliza si Film che si tiene ogni anno a Bucharest.
I partecipanti all’epff7 del 2013 espressero la propria soddisfazione per aver ricevuto una copia gratuita di Eidos in cui leggere interviste, articoli e brevi saggi sui film in programmazione al festival. Sono certo che anche quest’anno i partecipanti a epff8 risponderanno con la stessa gratitudine alla nostra offerta. Ringrazio la direzione e la redazione di Eidos per avere accettato di collaborare con noi anche in questa occasione.

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