In una nota del 1914 ai Tre saggi sulla teoria sessuale del 1905, Freud dice testualmente :
“ L’indagine psicoanalitica si rifiuta con grande energia di separare gli omosessuali come un gruppo di specie particolare dalle altre persone. Essa, studiando eccitamenti sessuali diversi da quelli che si manifestano, sa che tutte le persone sono capaci di scegliere un oggetto sessuale dello stesso sesso ed hanno fatto questa scelta nell’inconscio. Anzi, i legami di sentimenti libidici con persone dello stesso sesso hanno come fattori nella vita sessuale normale un’importanza non minore di quelli che si rivolgono al sesso opposto …”
La nostra citazione di Freud è motivata dalla chiarezza con cui Freud afferma la possibilità di scegliere oggetti sessuali diversi senza alcun giudizio morale. Tutto questo meraviglia ancora oggi conoscendo la terribile persecuzione che è stata perpetuata nella storia e che continua nel presente verso i “diversi”. Ancora oggi la società è così ostile nei confronti della diversità, che costringe chi ne è naturale espressione della vita, non solo a nascondersi, soffrendo di non poter rivelare apertamente la propria identità, ma, in alcuni paesi, anche ad essere perseguitato, torturato, incarcerato e ucciso.
In questo numero di Eidos vogliamo parlare di questo argomento perché ci sembra che il cinema abbia universalmente aiutato a conoscere ogni aspetto dell’umanità e ha saputo anche farlo in modo intelligente e commovente, apprezzando e mostrando come ogni tipo di sessualità abbia delle manifestazioni molto simili.
Il cinema LGBT così come viene chiamato il cinema lesbico, gay, bisessuale, transgender rappresenta, oggi in Italia e ovunque, una finestra aperta sul mondo queer, per usare un termine che vuole andare oltre gli stereotipi di genere, oltre le tradizionali definizioni e le etichette dell’orientamento sessuale, perché esse non riescono ad esprimere in modo “originale” tutta la complessità dell’identità anche sessuale di un individuo.
Con le sue storie nate dalla fantasia o dall’esperienza di registi e sceneggiatori, il cinema delle diversità mette in scena con coraggio e creatività, con determinazione e, talora provocando, una realtà ancora troppo poco visibile e gli immaginari lesbici, gay e transessuali; e lo fa con la “naturalezza” della vita vissuta, raccontando emozioni quotidiane e straordinarie, come l’amicizia, la sessualità e l’amore. Come e forse più di ogni altra espressione cinematografica, il cinema LGBT costituisce, oggi, un veicolo di formazione e di rispecchiamento positivo per quanti indagano sulla propria identità sessuale ed anche un’importante verifica, nel buio della sala, della capacità di tutti di vivere la diversità come valore.
| in copertina:
Plan B regia di marco Berger |